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Padre Teodoro, parroco Chiesa Madre

Padre Teodoro: ricordi di un sacerdote palazzolese

Desidero ricordare ancora una volta il sacerdote Padre Sebastiano Teodoro, con il racconto della Maestra Nunzia Infantino, della nipote Anna Maria Messina, e una piccola biografia di Monsignor Giuseppe Greco. È vero ciò che Monsignor Greco mi ha riferito, cioè bisognerebbe ricordare i tanti sacerdoti che Palazzolo ha avuto la fortuna di avere come parroci, ma anche quelli che hanno svolto il loro sacerdozio lontano da casa. Monsignor Greco mi ha affidato questo compito e spero di poter delineare le figure almeno quelle di spicco.

L’archivio della chiesa Madre tante volte citato in altre occasioni è importantissimo per Palazzolo e la sua storia. Grazie a Padre Sebastiano Teodoro, sacerdote della Chiesa Madre quando iniziai la tesi in Conservazione dei Beni culturali, indirizzo archivistico e librario nel lontano 1992 ho potuto riordinare e inventariare quasi tutto questa preziosa documentazione. Devo ringraziare anche Monsignor Michele Boccaccio che subentrò a Padre Teodoro nel 1993, che mi ha permesso di continuare nel percorso di inventariazione dell’Archivio storico fino a concludere nel 1995 discutendo la tesi di laurea presso l’Università di Udine, con i maggiori esponenti dell’Archivistica Italiana, il professore Roberto Navarrini e il professore Antonio Romiti. Ringrazio per i preziosi ricordi la maestra Nunzia Infantino, la dottoressa Anna Maria Messina, nipote di Padre Teodoro e Monsignor Giuseppe Greco.

La maestra Nunzia Infantino ricorda Padre Teodoro come una persona molto dinamica ed empatica. Me lo ricordo, dice la maestra, sempre a percorrere la navata centrale della chiesa di San Michele col suo “passo lungo e svelto” e la tonaca nera svolazzante.  Si interessava di ciascuno di noi ed era riuscito ad instaurare con noi un legame così forte che sembrava indissolubile. Aveva creato il “circolo” degli uomini, che riuniva in un locale sotto il sagrato della chiesa, per evitare che  si facessero vedere solo “nelle feste comandate”.

Poesia dal titolo Le cose di Dio

In quel posto chiacchierava  con loro e faceva anche ascoltare dei dischi di musica lirica.  Se non era in chiesa, col ”suo passo lungo e svelto”,  girovagava per il quartiere, in via Acre, in ronco Cuccinella, in via Carlo Alberto,  con la scusa di passare per caso, a constatare di persona come stessero i suoi parrocchiani, nel corpo e nello spirito, soprattutto. La maestra Infantino vuole ricordare Padre Teodoro con una sua poesia: “Le cose di Dio:…mi veniva in mente quando anch’io/al pomeriggio andavo ad imparar le “cose di Dio”./Poi, alla fine, padre Teodoro ci faceva l’esame/ e, per far la Comunione, bisognava aver fame./  Ricordo ancora quella lunga tonaca nera/e la sua faccia quando si faceva severa./Rivedo ancora il suo passo lungo e svelto/per la navata centrale, noi seduti con l’orecchio aperto./Lo salutavamo dicendo “Sia lodato Gesù Cristo”,/“Oggi e sempre sia lodato”, rispondeva, dopo averci visto.

Padre Teodoro figura preziosa

Un altro ricordo di padre Teodoro mi è stato donato dalla dottoressa Anna Maria Messina, nipote del nostro sacerdote palazzolese. Anna Maria dice: Prezioso. Non riesco a pensare ad altro aggettivo, quando immagino la straordinaria figura di p. Teodoro: prezioso il suo magistero, la sua vita lunga e piena, il suo pensiero libero e schietto, la sua fede incrollabile e testimoniata. I giorni trascorsi accanto a lui erano pregni di consigli, di storia, di ricordi, di giocate infantili con i piccoli nipoti e, soprattutto, delle sue risate contagiose. Niente faceva paura, tutto per lo zio era vita. La recita quotidiana del Rosario non è mai mancata, anche quando le forze cominciavano a diminuire, perché la centralità di Dio nella sua vita è stata sempre indiscussa.

Padre Sebastiano Teodoro

Uomo dotato di profonda cultura e affamato del sapere, guardava con occhio critico le evoluzioni della Chiesa negli anni e riteneva che essa dovesse adeguarsi al mutamento dei tempi ma rimanendo fedele alle Scritture, delle quali amava parlare dovunque e con chiunque. Con p. Teodoro, infatti, ogni momento era buono per “indottrinare” : a casa, al bar, per strada, perché la conoscenza doveva essere la base per poter testimoniare la Fede e avvicinare alla Fede. Cosi, nessuno andava via da lui senza aver ricevuto una parola di bene, un sorriso, un incoraggiamento accompagnato dalle carezze delle sue grandi mani.

Giuda amorevole

Come un papà, è stato guida amorevole e gioiosa  per i tanti bambini che lo hanno affiancato alle messe domenicali e ai quali era sempre riservata una sorpresa: un gelato, una caramella, oppure una fantastica gita al mare con la sua vecchia station wagon bianca che riempiva all’inverosimile con i suoi piccoli officianti!!! Ebbene, i bambini erano un tesoro incommensurabile, una manna da custodire e proteggere, una benedizione di Dio. Ogni qualvolta apprendeva dell’imminente nascita di una nuova creatura, manifestava una gioia tangibile! “I figli sono una benedizione!”, ripeteva sempre.

Chiesa Madre: Cappella di San Nicolò. Palazzolo Acreide
Chiesa Madre: Cappella di San Nicolò. Palazzolo Acreide

Padre Sebastiano Teodoro

Rimase sempre molto legato al periodo vissuto in Germania quale missionario e ne parlava con profonda gratitudine verso coloro che lo avevano accolto. Ricordava le notti alla guida per raggiungere quel piccolo villaggio dove gli Italiani emigrati attendevano la Messa del Natale, l’accoglienza della comunità di suore, i tanti amici incontrati per caso e a cui fu legato da profonda amicizia per anni.

E poi i ricordi legati al Seminario di Noto, giorni di apprendimento ma anche di grande complicità con gli altri giovani che si preparavano al Sacerdozio, con i quali non mancavano le scampagnate a prendere le ciliegie furtivamente in questo o quel terreno!

Ma la gioia terminava sempre quando si parlava della Seconda Guerra: lo strazio  per la morte del fratello del padre durante i raid su Palazzolo, la fuga dal paese, la bomba sganciata vicino il proprio casolare che aveva creato una voragine profonda, il pane preparato ed infornato di nascosto per tutto il vicinato…

La visita del fratello

E poi, quella visita inaspettata del fratello della madre, emigrato negli Stati Uniti  e militare americano che, di stanza in Sicilia, pur di raggiungere durante il conflitto la sorella, aveva rischiato un processo per diserzione. Ma anche altro lo rendeva triste: la precoce perdita del padre, avvenuta quando era da pochi anni sacerdote, è rimasta per lui una sofferenza indelebile e lo ricordava come una figura imponente, un uomo buono, autorevole ma giusto. Quante altre parole potrei ancora scrivere sullo zio! Non basterebbero fogli per descrivere quello che è stato. Un uomo, un sacerdote di tutti e per tutti…ma soprattutto un dono prezioso.

Monsignor Giuseppe Greco, che ringrazio, ha delineato i tratti  essenziali della vita di Padre Sebastiano Teodoro: Nato a Palazzolo il 26 luglio 1925,  Ordinato Sacerdote a Noto (Palazzolo faceva ancora parte della diocesi di Noto) da S.E. Mons. Angelo Calabretta il 29 giugno 1949; Docente nel Seminario di Noto ( a me ha insegnato Geografia); Parroco nella Parrocchia di San Michele Arcangelo a Palazzolo; successivamente Missionario in Germania, impegnato nella Pastorale per gli immigrati; tornato dalla Germania.

Chiesa di Sant'Antonio, dove è stato amministratore padre Teodoro
Chiesa di Sant’Antonio, dove padre Teodoro è stato amministratore per un certo periodo

Cenni biografici

Parroco della Chiesa Madre di Palazzolo e Rettore della Chiesa di San Paolo a Palazzolo; Dopo alcuni anni, per motivi di salute ha dato le dimissioni; superato questo momento, è stato nominato Amministratore Parrocchiale della Parrocchia di Sant’Antonio a Palazzolo per parecchi anni; infine è stato Cappellano presso l’Istituto della Suore Domenicane a Palazzolo. Alcuni tratti della sua personalità: intelligenza vivace; vasta cultura; impegno di aggiornamento culturale; capacità comunicativa; efficacia nella predicazione; aperto ai nuovi orizzonti postconciliari; capacità di dialogo; coltivava i rapporti umani; ha lasciato la sua impronta pastorale a Palazzolo.

Si potrebbe parlare ancora a lungo di questo sacerdote vissuto 95 anni, stimato dai suoi parrocchiani e concittadini, per aver ricevuto da lui tanti insegnamenti religiosi ed esempi di vita cristiana.

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