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L’Archivio storico-vicariale Arcipretura San Nicolò

Archivio storico vicariale: L’importanza che la Chiesa Madre cominciò ad acquisire intorno al 1400-1500 si deve al fatto che essa era ubicata vicino al castello baronale, nella cui piazza un tempo si svolgeva tutta la vita cittadina. La vita del paese ruotava attorno alla Chiesa di San Martino, a capo della quale era posto il Rettore, oratore del beneficio baronale. Lo Jus eligendi del cappellano spettava dapprima al Barone e poi alla Baronessa. Il rettore celebrava la “Missa cantus galli” per dare agio ai villani di recarsi mattinieri al lavoro.

La Chiesa di san Martino, che la tradizione vuole sia la prima in Palazzolo fu considerata la prima chiesa Matrice con annesso l’Archivio. Da questa zona fu facile uno spostamento della vita feudale attorno alla vicina chiesa Madre dedicata a San Nicolò vescovo e che venne dedicata a San Nicolò vescovo, e che venne considerato il più prezioso monumento di quel tempo.

Presso la chiesa Madre era stato istituito il Vicario Foraneo, il quale era l’immediato collaboratore esecutivo del vescovo in un determinato distretto diocesano chiamato arcipresbiterato e il cui ministero era collegato ad una determinata parrocchia, che generalmente era quella principale posta fuori dalla città episcopale e cioè in un paese o borgo o villaggio (Foraneo e extra fores: fuori le mura): a Palazzolo la Chiesa Madre dedicata a san Nicolò vescovo era un arcipresbiterato e qui risiedeva il Vicario Foraneo. 

È importante inquadrare l’origine delle chiese Madri, che anticamente si chiamavano “ricettizie, matrici, consorziali, patrimoniali” e sono anche “corporazioni di chierici che hanno come scopo precipuo la cura delle anime esplicata collegialmente o l’esercizio esclusivo del servizio divino”. 

Chiesa madre san Nicolò vescovo a Palazzolo

Le chiese Ricettizie si divisero in Civiche, Familiari, Patrimoniali e Matrici, queste ultime erano quasi madri che accoglievano i loro figli nel grembo, come la nostra Chiesa madre dedicata a San Nicolò vescovo. Il Vicario Foraneo il cui compito era quello di dare un valido aiuto ai vescovi nel governo delle diocesi, doveva essere il primo consigliere dei parroci e dei chierici, era incaricato di far osservare ai sacerdoti i decreti emanati dai vescovi in seguito alle visite pastorali. Inoltre il Vicario doveva far osservare anche le costituzioni sinodali emanate dai vescovi.

Quindi la figura del vicario Foraneo era stata istituita per dirigere, stimolare, riprendere e correggere i sacerdoti di qualsiasi ordine, nel caso non avessero uno buona condotta. Il Vicario era incaricato di vigilare sia sui luoghi sacri che sulle funzioni. Egli doveva vigilare  anche sull’operato dei procuratori addetti ai legati e sui rispettivi introiti ed esiti da loro amministrati e di relazionare alla Curia Episcopale.

Archivio storico: Intorno al 1500 i Vicari Foranei cominciarono ad esorbitare dalle loro attribuzioni loro assegnate e furono i Sinodi diocesani che decretarono qual fossero le loro competenze. Il Sinodo più importante di Siracusa si tenne nel 1553 e fu presieduto dal vescovo Beccadelli Bologna. Vennero fissate le competenze in materia civile e materia criminale ad emettere provvedimenti d’urgenza e a procedere a ricercare informazioni e prove. In ciò il Vicario venne aiutato dalla “Corte Vicariale” formata dai Procuratori Fiscali con competenze ad iniziare i processi di azione pubblica. Dagli Erari il cui compito era di procedere ad arresti ed ingiunzioni e sequestri; dai Servienti, esecutori di notifiche di atti minori. Altro collaboratore era il Magister Notarius compilatore degli atti riguardanti i provvedimenti presi dal Vicario e i suoi collaboratori.

L’archivio storico vicariale

Per la gestione amministrativa il Vicario aveva dei validi collaboratori, tra cui Il Detentore con compiti di controllare i libri degli introiti e degli esiti e i mandati di tutte le chiese; il Tesoriere, incaricato di salvaguardare il denaro delle opere pie; il Visore, il cui compito riguardava di “calcolare all’infretta” e il Puntatore di Messe, figura importante per “il buon andamento delle messe da celebrarsi” e per vigilare sulla “soddisfazione degli obblighi di ciascuna persona”.

Per approfondire è in vendita, in edicola,  un volume che riguarda l’Archivio vicariale della Chiesa Madre, Canicattini Bagni, Genny, 2001

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