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La Biblioteca di Palazzolo: un’emeroteca possibile?

La biblioteca comunale “Giuseppe D’Albergo” di Palazzolo Acreide è un’istituzione nata nel 1867. Venne fondata nella seconda metà dell’800 dal cappuccino P. Girolamo Giompaolo.  Possiede 4.000 volumi che costituiscono il fondo antico, tra questi vi sono alcuni libri rari come gli Incunaboli, e 13.000 libri appartenenti al fondo moderno. In passato si può dire che ha avuto lodevoli iniziative. Ma ad oggi (mettendo da parte il covid19) non sta attraversando uno dei momenti migliori della sua storia.  Per esempio la biblioteca non possiede un’emeroteca, cioè una sezione di giornali e periodici che porterebbero alla valorizzazione di quest’istituto palazzolese, pur essendo in possesso di giornali accantonati in attesa di sistemazione.

Emeroteca importante

In una biblioteca l’emeroteca è molto importante. Wikipedia definisce l’emeroteca come  “un’istituzione, pubblica o privata, che offre, con diverse modalità, l’accesso a un servizio di catalogazione e consultazione di giornali, riviste e periodici. Un’emeroteca colleziona giornali, archiviando riviste specialistiche. Le riviste forniscono così spunti di ricerca alle comunità scientifiche, in modo da garantire loro la possibilità di mantenersi aggiornate sui progressi nei loro rispettivi campi d’interesse”.

 

Un’emeroteca è anche o la raccolta dei più comuni quotidiani e ha per scopo quello di “far sì che l’effimera cronaca diventi Storia“, permettendo così di preservare la memoria collettiva di un passato più o meno recente. E qui possiamo parlare di memoria collettiva. La memoria collettiva è “il ricordo, o l’insieme dei ricordi, più o meno conosciuti, di un’esperienza vissuta o mitizzata da una collettività vivente della cui identità fa parte integrante il sentimento del passato”, secondo la definizione dello storico Pierre Nora.

 

La conservazione dei giornali in una biblioteca, quindi, è importante, perché i giornali sono delle raccolte speciali. Il giornale “è oggi veicolo di notizie, ma nel tempo è un pezzo di storia della civiltà, nazionale o locale che sia”. Franca Alloati, nel suo intervento ad un convegno sulla stampa periodica dal titolo “I giornali tra consultazione e conservazione”, disse: «quando un documento diventa bene culturale e per di più a rischio, allora devono necessariamente scattare meccanismi di protezione e prevenzione».

Salvaguardia dei giornali locali

L’idea di un’emeroteca nazionale diffusa venne sostenuta da Carlo Federici, nel 2001 in un convegno a Ferrara. Federici disse “Se è fuori discussione il fatto che le due biblioteche nazionali ricevono per deposito legale i quotidiani che vengono pubblicati in Italia, è vero che non tutte le edizioni locali vengono conservate. C’è la necessità di salvaguardare non solo le edizioni nazionali, ma anche tutte le cronache ed eventuali supplementi locali. Accade che le testate locali di non rilevante tiratura –ancorché importanti dal punto di vista documentario –trovino difficoltà ad essere raccolte presso le biblioteche nazionali. È necessario progettare un’Emeroteca Nazionale” diffusa sul territorio, la quale sia in grado di garantire la tutela fisica del materiale.

la biblioteca: i giornali e la ricostruzione storica

Quindi l’importanza della racconta dei giornali ha la funzione di attualità corrente, ma nel futuro di documentazione storica locale che riguarda tutti gli aspetti della vita quotidiana di un paese. Le raccolte quindi sono supporto indispensabile per la ricostruzione storica, politica culturale, sportiva, associativa del paese cui i giornali si riferiscono.

 

A livello bibliotecario la conservazione dei periodici ha avuto talmente rilevanza che è stato istituito il catalogo nazionale collettivo dei periodici (ANCP): il catalogo contiene le descrizioni bibliografiche delle pubblicazioni periodiche possedute da biblioteche dislocate su tutto il territorio nazionale e copre tutti i settori disciplinari.

Importante conservare i giornali locali

Perché parlare dell’importanza della conservazione dei giornali soprattutto locali e perché informare che a livello bibliotecario è stato istituito un programma di catalogazione di periodici? A livello locale palazzolese mi era stato riferito che i giornali non vanno conservati, (anzi buttati), perché qualcuno che teneva i corsi di aggiornamento catalografico insisteva che i giornali andassero buttati. Questa informazione per me, che avevo frequentato i corsi in biblioteca nazionale a Roma, è una novità. Mai sono venuta a conoscenza di una cosa di questo genere, né nei corsi di catalogazione, né all’università. Anche perché comunque è stato attivato un catalogo on-line apposta per i periodici (ne ho parlato precedentemente).

La memoria storica

Una biblioteca quindi non dovrebbe avere un’emeroteca che consenta di conservare la memoria storica del nostro paese? Da bibliotecaria, cioè con competenze che derivano da lavori di catalogazione in Biblioteca nazionale di Roma e dagli studi specifici in ambito bibliotecario, la questione, riguardante la biblioteca del mio paese, mi ha intristita. Spero invece che, chi si occuperà della biblioteca comunale di Palazzolo Acreide, possa creare uno spazio chiamato “emeroteca”, conservando, anzi tutelando la memoria storica palazzolese. Perché custodire la cronaca locale è dare la possibilità, in futuro, ai giovani palazzolesi che si vorranno occupare di storia o che vorranno tutelare la memoria dei concittadini, possano trovare più facilmente notizie del passato.

 

 

 

 

 

Biblioteche vicentine: biblioteca di schio- emeroteca (dal sito internet)

 

 

 

 

 

 

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