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Testo pubblicato su Rovella

Rovella Giuseppe, filosofo palazzolese

Questa settimana consiglio di leggere un testo che ho pubblicato nel 2020. Si tratta di

Giuseppe Rovella. Un filosofo palazzolese del nostro tempo e Turi Rovella poeta, Siracusa, Morrone editore, 2020.

Dalla mia introduzione al libro: In occasione del trentennale della morte di Giuseppe Rovella, mio professore di filosofia e storia al liceo classico di Palazzolo Acreide, ho avuto l’idea di parlare di lui in un articolo da me pubblicato su un giornale online. Si è trattato di un’intervista a chi lo ha studiato in maniera approfondita e ha avuto il merito di pubblicare postumi i testi che Rovella aveva scritto, cioè il professor Emanuele Messina.

Da lì è nata l’idea di intervistare chi lo ha conosciuto come professore e come amico, ma anche come studioso e uomo di grande cultura. Ho cercato di raccogliere in un libro le interviste e alcuni articoli pubblicati in passato nei giornali e i saggi di Rovella sicuramente poco conosciuti. Tra questi ultimi un saggio di filosofia di Giuseppe Rovella Memorie e ricordo in Platone e Sant’Agostino, in «Sophia», a. 21, fasc.3-4 (1953) e L’autocoscienza e il «trionfo della morte» nell’ultima opera di Giovanni Gentile, in: «Il pensiero di Giovanni Gentile», a cura di  Simonetta Betti e Franca Rovigatti, Roma, volume 2., Istituto dell’Enciclopedia Italiana fondata da Treccani, 1977(Atti del convegno tenuto a Roma, dal 26 al 31 maggio 1975, per iniziativa dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana, d’intesa con la Fondazione Giovanni Gentile e con la Scuola Normale Superiore di Pisa). Due recensioni: Emanuele Riverso, Intorno al pensiero di Karl Barth, in: «Sophia», aprile-giugno, 1952 e Piovani, Normatività e società, «Sophia», gennaio-marzo (1953).

Questa idea, quindi, è nata per caso, ma il vero motivo della mia ricerca attraverso la sua opera, e attraverso le persone che lo hanno conosciuto, è stato un senso di riconoscenza e quindi un doveroso omaggio per la persona di Giuseppe Rovella sempre gentile, comprensivo e generoso nei miei riguardi e nei riguardi della famiglia di mio padre verso cui si era sempre dimostrato amico sincero. Cosa rarissima in Rovella che criticava la stupidità e l’ignoranza di molti, mentre amava circondarsi di persone con le quali poteva dialogare ed esprimere le sue idee.

Spesso erano i suoi alunni degli ultimi anni del liceo coi quali amava condividere serate in pizzeria e dialogare con chi riteneva più intelligenti e capaci di entrare in sintonia con lui, arricchendoli di saperi e spronandoli per la vita. Rovella è sparito improvvisamente dopo una serata trascorsa con gli alunni, il 26 marzo 1986. Sembrerebbe scarsa la produzione letteraria e filosofica di Rovella, in realtà i suoi scritti contengono un mondo di concetti spirituali e umani, emozioni che lui vive e trasmette attraverso una ricerca continua che spieghi i motivi dei problemi esistenziali. Quindi questo testo non vuole essere una semplice raccolta di scritti e di interviste, è soprattutto un modo di celebrare un nostro concittadino che avrebbe meritato di essere valorizzato per gli alti valori culturali ed essere ricordato tra i Filosofi e i Narratori Italiani.

Da un’intervista da Agorà letterario, una web-piazza per la promozione del libro, mi è stato chiesto:

Che cosa l’ha portata alla stesura di questo libro?

La tutela e la valorizzazione dei beni culturali, nel senso più ampio del termine, non può e non deve essere fine a sé stessa, ma deve contribuire a formare nei cittadini il diritto di cittadinanza alla cultura. Allora, l’avere io raccolto degli articoli di giornale e dei saggi vuol dire, oltre a conservare delle notizie sparse e di non facile reperimento sul pensiero e sulle opere del professore Giuseppe Rovella, vuol dire anche far fruire e quindi formare alla cultura, in questo caso, su un noto personaggio palazzolese, che ha contribuito, con le sue opere, ad alzare un borgo a livelli culturali più alti.

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