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Museo storico della giostra. Percorso espositivo

Il viaggio dei pellegrini nella tradizione biblica

A proposito del viaggio dei pellegrini, oggi desidero parlare della pratica del pellegrinaggio fin dal IV secolo. L’antica peregrinatio monastica insulare, cioè il “pellegrinaggio per Cristo”,  nella maggior parte dei casi senza una meta fissa  fu una forma di ascesi, per quel periodo, molto importante. Inoltre “il bisogno di beneficiare della protezione dei santi è all’origine dei pellegrinaggi ai santuari  dove si veneravano le loro reliquie. L’uso della Chiesa di non smembrare i corpi dei martiri accrebbe l’attrazione verso la città dove già si veneravano gli apostoli nelle loro tombe. Ma oltre alla città di Roma occorre inserire altri luoghi santi: Gerusalemme, per esempio, meta di continui flussi di pellegrini; in Italia il santuario del Gargano dove vi era stata l’apparizione di San Michele” e molti altri.

Il viaggio dei pellegrini: Itinerari del pellegrinaggio

Una preoccupazione di alcuni pellegrini fu quello di offrire precise indicazioni sul percorso, sulle distanze e su quanto poteva essere utile per diffondere e  favorire una pratica che incontrava sempre più consensi. Interessante è anche il fatto che alcuni pellegrini descrivevano le celebrazioni liturgiche alle quali avevano assistito. Un itinerario importante attribuito a sant’Antonino, martire di Piacenza del IV secolo d.c., in realtà scritto da un anonimo, il quale viaggiò durante il secolo VI, ci tramanda la descrizione delle tappe di viaggio che da Costantinopoli conducevano il pellegrino in Terrasanta. Inoltre in questo scritto troviamo descritti fenomeni straordinari che si potevano ammirare nei luoghi santi a contatto con i ricordi della vita del Signore.

Viaggio pellegrini: Partecipazione ai riti

Anche se sono rare le partecipazioni ai riti veri e propri, l’anonimo nel suo Itinerarium scrisse: «Partecipammo alla teofania (il manifestarsi di..) lungo il Giordano. Lì nel luogo dove venne battezzato il Signore avvengono meraviglie. Segue una descrizione particolareggiata: -Alla vigilia della teofania si fanno grandi veglie, la moltitudine è infinita, alla quarta o quinta volta che il gallo canta si tiene il mattutino. – Terminato il mattutino all’alba vengono portati gli oggetti sacri all’aperto, il sacerdote discende nel fiume e inizia a benedire le acque e a battezzare».

San Eladrado dopo il pellegrinaggio a Santiago,
San Eldrado, dopo il pellegrinaggio a Santiago,(wikipwdia.org-via francigena)

Il pellegrinaggio penitenziale

In età carolingia si sviluppò il pellegrinaggio penitenziale “in continuità” o per meglio dire in sostituzione della pratica della penitenza pubblica. La remissione ” della pena veniva concessa a tutti i fedeli che avessero adempiuto a certe condizioni il pellegrinaggio, l’elemosina e la partecipazione a riti penitenziali”. Inoltre i pellegrini che si mettevano in cammino e abbandonavano il loro ambiente abituale “si ponevano volontariamente a margine della società, entravano a far parte dell’ordo peregrinorum ed una particolare liturgia li accompagnava. I pellegrini si radunavano in chiesa, nel giorno stabilito, per la santa messa durante la quale si confessavano e ricevevano la penitenza. Seguiva la liturgia adatta ai  pellegrini. Dopo le preghiere davanti all’altare i pellegrini recitavano i salmi “finchè il sacerdote, dopo averle benedette consegnava a ciascuno le insegne caratteristiche dell’ordo peregrinorum, bastone e bisaccia, con le opportune invocazioni”.

I pellegrinaggi oggi

Oggi i pellegrinaggi sono di tipo devozionale, rientranti “in un processo di conversione” e di tipo penitenziale, intrapresi per associare una dura condanna ad una colpa grave. Papa Giovanni Paolo II disse riguardo i pellegrinaggi: i santuari sono come le pietre miliari poste a segnare i tempi del nostro itinerario sulla terra: essi consentono una pausa di ristoro nel viaggio, per ridarci la gioia e la sicurezza del cammino, insieme con la forza di andare avanti, come le oasi nel deserto, nate ad offrire acqua e ombra”. Padre Adriano Contran scrisse in un suo articolo: Con il termine pellegrinaggio si indica quindi un particolare tipo di viaggio: un andare verso una meta anche attraverso percorsi prestabiliti ma riuscendo anche a far memoria degli eventi e farli propri. Il tempo dedicato al pellegrinaggio è un tempo che ci si ritaglia dal quotidiano ordinario della propria vita per dedicarsi ad un obiettivo diverso, coniugando desiderio di preghiera ed intelletto, assaporando la bellezza del creato e l’opera della manualità dell’uomo.

 

 

L’immagine in evidenza è tratta dal sito: museodellagiostra.it

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