
Chiara Lubich e la cittadella di Loppiano
Chiara Lubich è la fondatrice del Movimento dei Focolari o Opera di Maria. Nasce a Trento nel 1920 da una famiglia modesta. La fede cristiana le venne trasmessa dalla madre, mentre il padre socialista le inculca una spiccata sensibilità sociale. All’età di 19 anni durante un viaggio a Loreto comprese quale sarebbe stata la sua chiamata. Era il focolare, una famiglia di Dio in mezzo al mondo.
La sua chiamata la porta a vedere, durante il conflitto della seconda guerra mondiale, negli innumerevoli volti di dolore, divisioni e traumi dell’umanità, il volto dell’Uomo-Dio che sulla croce grida l’abbandono del Padre suo. È Lui che la conduce ad architettare una Grande Opera, vasta e complessa rivolta a ricomporre nell’unità e nella fraternità la famiglia umana. Con le prime compagne comincia un’esperienza spirituale che in seguito avrebbe portato alla nascita del “Movimento dei Focolari”.
Chiara Lubich: La Cittadella di Loppiano
Dal libro Loppiano (Città Nuova, 1986) ho estrapolato alcune domande rivolte a Chiara, domande importanti per capire la spiritualità del Movimento e la creazione di una Cittadella chiamata Loppiano. La storia di questa Cittadella inizia nel 1959 quando si ritenne di dover far sorgere una Mariapoli permanente, il luogo doveva essere Grottaferrata in provincia di Roma. Quando avvenne l’inaugurazione si ritenne che questo luogo fosse inadeguato, perché il Movimento si stava espandendo, ma Chiara spiegò che la città era “una città Mariana. Una città-casa, dove gli stanchi potevano trovare riposo, i delusi la speranza, i perduti il cuore aperto della madre, i peccatori la purezza. Chi viene deve trovare la testimonianza di Dio”. Veniva fuori un nuovo tipo di associazionismo, senza tessere e impegni finanziari.
Chiara Lubich: Loppiano vicino Firenze
Intanto un focolarino aveva ereditato un vasto terreno nella zona di Firenze, che egli doveva vendere. Ma non fu così, perché una volta visitato apparve incantevole e il luogo adatto per costruire la Mariapoli permanente. Intanto l’autostrada del sole avrebbe aperto un casello autostradale ad Incisa e quindi era semplice arrivare a Loppiano. Così iniziò l‘avventura di questa cittadella che per le precarie condizioni i primi focolarini dovettero sbracciarsi le maniche e rimettere a posto il luogo.

Intervista a Chiara Lubich
Alcune domande rivolte a Chiara Lubich(da libro Loppiano sopracitato):
Come ti è sorto il desiderio di edificare una cittadella come Loppiano? È sorto sin dalle prime Mariapoli?
Sì, nel Trentino dove si sono svolte le prime Mariapoli estive dal 1949 al 1959. Le Mariapoli erano una convivenza di persone di ogni categoria sociale, di tutte le età, delle più varie vocazioni che costituivano quasi una cittadella temporanea caratterizzata dalla pratica del comandamento nuovo di Gesù: Amatevi a vicenda come io ho amato voi(Gv 13,34) norma centrale dell’insegnamento di Gesù. In una di queste Mariapoli, un giorno ammirando da un’altura la spianata verde della valle m’è parso di capire che un giorno il Signore avrebbe voluto in un qualche posto una cittadella simile a quella che si stava svolgendo, ma permanente.
Che ruolo ha Loppiano nel Movimento dei Focolari?
Ha innanzitutto il compio di formare i suoi membri. Tutte le famiglie religiose che sorgono nella Chiesa, prevedono un periodo di tempo che chiamano noviziato per una prima formazione dei propri membri. Gli aderenti alla nostra famiglia religiosa non sono unicamente donne ad esempio consacrate, come possono essere le suore, o uomini che possono essere i religiosi. Sono persone di ogni categoria sociale. Il ruolo di Loppiano non si ferma qui. Questa cittadella ha anche una funzione di testimonianza evangelica, di verifica della validità della nostra spiritualità. Loppiano è anche il banco di prova di come attraverso i vari dialoghi, che la Chiesa post-conciliare ha aperto con le altre Chiese, le altre religioni e il mondo che la circonda, si possono gettare ponti verso altri fratelli cristiani, verso fedeli di altre religioni, verso non credenti ma di buona volontà.
Qual è l’idea, il perno su cui si fonda il Movimento dei Focolari?
Noi sappiamo che dietro la storia dell’umanità sta la provvidenza di Dio. Essa si esprime in mille modi che a noi possono essere ignoti. È pensiero di molti, e anche il mio che uno di questi modo sia quello di lanciare, durante i secoli, una sua parola attraverso qualche suo figlio che la riecheggia nella sua Chiesa e nell’umanità. Ebbene io penso che Dio, oltre a quanto altro la sua provvidenza opera in questo secolo per il bene della Chiesa e dell’umanità, abbia suscitato il Movimento dei Focolari per ripetere alta, con la vita e con i mezzi, la divina parola: Che tutti siano una cosa sola (Gv 17,21). Qui anima di ogni aspetto della vita è l’unità, l’unità in Cristo. L’unità che porta la realtà della presenza di Cristo. Le persone, perciò pur spesso non sapendolo, vengono in contatto con lui e credono a Dio(come lui aveva assicurato: Affinché il modo creda)che perché noi amiamo, si rivela loro Amore, si sentono amate da lui e s’aprono alla speranza ed al sorriso.
La cittadella di Loppiano
La mariapoli di Loppiano, (da Loppiano, Città nuova, 1986)sorge entro i confini d’un antico comune del Valdarno, Incisa (Firenze) un territorio collinare che lambisce l’Arno e si spinge sino ai primi declivi del Chianti. Lo si trova menzionato in un documento già del 1123 col primitivo nome di Ancisa che la tradizione farebbe derivare dall’apertura dei dirupi petrosi che ostruivano il corso dell’Arno. Nel 1529 il principe D’Orange portò scompiglio e distruzione; in quell’occasione si verificò l’atto eroico di Lucrezia Mazzanti, una donna incisiana che preferì annegare in Arno piuttosto che cedere alle lusinghe d’un capitano al soldo del D’Orange. Incisa ha poi cresciuto fino a sei anni colui che diventò poeta secondo solo a Dante, Francesco Petrarca.


