
Brevetti del design italiano. Lo stile del nostro paese
L’Archivio Centrale di Stato, che ha sede a Roma, conserva una serie archivistica molto importante e tra le più rilevanti di questo istituto. Si tratta della serie Brevetti di Invenzione, Marchi e Modelli del Ministero dell’Industria, del Commercio e dell’Artigianato, oggi Ministero dello sviluppo economico. Grazie alla collaborazione tra l’Archivio centrale, la Saipem e Legambiente, si è creata una banca dati relativi ai Modelli dell’Industria Italiana dal primo dopoguerra agli anni ’60. Un gruppo di archivisti ricercatori hanno informatizzato la serie Modelli attraverso un database. Anch’io ho partecipato a questo lavoro, con la qualifica di archivista ricercatore.
Il Primo catalogo
Il catalogo sui Brevetti stampato nel 2000- dice l’allora Ministro per i beni e le Attività culturali Giovanna Melandri- “è la prima ricerca organica sull’intera serie dei Brevetti del design italiano. Diventa così fruibile uno straordinario patrimonio di creatività e progettazione che va ad accrescere il fondo di brevetti e di invenzioni industriali del nostro paese dal primo dopo guerra agli anni ’40. Il tutto verrà documentato sino agli anni ‘60”. La Melandri dice anche una cosa molto importante: “la nostra identità, ma anche le nostre abitudini, quello che all’estero riconoscono di noi, sono anche tutti gli oggetti che hanno modificato il costume e gli stili di vita degli italiani. E tutto questo rappresenta una fonte di memoria e di cultura che può rinnovare e stimolare la creatività e la ricerca contemporanea”.

Esempio di brevetti: Gli oggetti di lusso
La documentazione conservata in Archivio centrale di Stato è costituita da brevetti che i creatori depositarono e che riguardavano prodotti di lusso. Infatti la moda per esempio si afferma nel periodo del dopoguerra quando “lo stile inizia ad essere competitivo rispetto a mercati che per tradizione detenevano la verità del gusto. Il fenomeno della moda italiana decolla quando incontra l’interesse del mercato statunitense”. In archivio si delinea la presenza continua e progressiva di due grandi della moda italiana Ferragamo e Gucci. La documentazione rispecchia “lo sviluppo degli eventi e l’andamento del fenomeno capriccioso del gusto che non ci aspettavamo di trovare registrato dalla burocrazia statale”.

La serie dei Brevetti presso l’Archivio Centrale di Stato
Il lavoro, cui ho partecipato, si è svolto sotto la direzione della dottoressa Margherita Martelli dell’ACS e con la collaborazione dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi. L’intervento della Saipem ha reso possibile la creazione di una banca dati relativa ai Brevetti di Modello per gli anni 1946-1965. La dottoressa Martelli dice: «L’importanza della documentazione, contenuta nella serie, non solo è dovuta al fatto che il materiale contenuto è unico poiché non sempre sono state conservate dai legittimi inventori copie del brevetto, ma anche perché fa conoscere le tipologie di modelli che sono stati brevettati in relazione a esigenze specifiche della società, in relazione a eventi particolari, a mode, o all’incremento dell’uso dei materiali innovativi». Un catalogo particolare quindi pieno di fotografie relative ai brevetti informatizzati e storie anche di design tra invenzione e tutela dell’invenzione.


