
La fede vacilla? Una luce ci guida: Maria Santissima.
Papa Paolo VI, nel 1970, in un’omelia a Cagliari disse: «se vogliamo essere cristiani, dobbiamo essere mariani». Padre Livio Fanzaga, in un suo articolo, pubblicato in Credere del 5 maggio 2013 dice che è necessario percorrere tanta strada affinché quell’affermazione diventi chiara per tutti. La dimensione mariana, secondo padre Livio, è un caposaldo della fede cattolica, poiché Maria non è l’oggetto bensì la regola della fede.
La Fede: Maria è mediatrice, infatti Papa Giovanni Paolo II sottolineava che «Gesù Cristo è mediatore fra noi e il Padre, ma nel contempo c’è una mediazione materna fra noi e Gesù Cristo attuata da Maria».
Sono tanti gli appellativi attribuiti alla mamma di Gesù, ma è uno quello che più di ogni altro può esserci di incoraggiamento, di sostegno, di esempio nella realizzazione della nostra vita spirituale fra le varie difficoltà terrene: è la Madonna dell’Odigitria.
Madonna Odigitria
L’Odigitria, venerata in via del Tritone a Roma, sta ad indicare che Maria Santissima è per noi “Guida nella via”.
L’Odigitria è Colei che ci mostra la via e quale madre di Gesù non ci può mostrare altra via che la stesso figlio che è Via, Verità e Vita. La Madonna ci indica in Gesù la Via sicura che è quella della luce, poiché seguendo Lui non si cammina nelle tenebre; ci mostra infine in Gesù la Vita vera, quella della verità che rende l’uomo libero.
Quindi, nel cammino verso Cristo la Madonna Odigitria, come dice il gesuita Girolamo Morreale, è coraggio nelle delusioni, è forza nella stanchezza, luce nell’oscurità, consiglio alla fedeltà, ma anche guida dei viandanti, custode delle strade, dei sentieri e dei pellegrini.
La Fede: Maria è anche custode delle nostre case, poiché nella famiglia si gioca la maggior parte dell’esistenza umana. È qui che desidero invitarvi a leggere Ermes Ronchi, Le case di Maria. Polifonia dell’esistenza e degli affetti (Paoline 2006). Padre Ermes spiega che le case di Maria sono Maria stessa. Lei è creatrice di relazioni e nelle sue case trasmette ed elabora un’arte di vivere a “non smarrire la polifonia dell’esistenza e degli affetti”.
Padre Ermes Ronchi innanzitutto propone a chi legge questo suo libro di testimoniare attraverso la vita di Maria, il rapporto d’amore che lega Dio agli uomini non con cose straordinarie ma mediante la vita quotidiana. Oltre questo Ermes riesce a rappresentare vari aspetti della vita di Maria finora ignorati.
La fede: Maria Santissima
Immaginiamo la casa di Nazaret dove Maria vive: è la casa benedetta dove si parla al cuore con gesti quotidiani, con gli occhi semplici sulle cose. La casa dove è possibile trovare Dio nei gesti di ogni giorno, casa dove Gesù attraverso i gesti di Maria impara dalle cose, dal lavoro, dalle relazioni, cioè il sapere della vita. Quindi, dice padre Ermes, Gesù impara a sentire la vita come una voce che chiama. In quella casa si trasmette e si elabora un’arte del vivere, nella dolcezza dei gesti, nella spontaneità dei gesti, nella rilevanza che acquistano i gesti.
Una considerazione fa padre Ermes ed è quella che viviamo la vita precipitosamente e superficialmente e così ci sfuggono quelle sorgenti di felicità che possono essere la commensalità con le persone che ci donano la loro amicizia e dei parenti che ci danno il loro affetto e che producono una bella spontaneità che avvolge la casa.
Scuola di Cristianesimo
Andare da Maria è andare a scuola di cristianesimo; e concludo con le parole di L. Verdi: “come nelle case di Maria, così anche in ognuno delle nostre case il piccolo e infinito si in-contrano, nella poesia dei gesti quotidiani, negli occhi semplici delle cose, nell’amore sotto ogni silenzio, nella speranza sotto ogni paura”. E Padre Ermes conclude: “penso a tante case dove si ha cura di un anziano, dove un malato è accudito con tenerezza e senza clamori, dove si dà speranza ad una persona tradita, abbandonata, separata, a un figlio disabile. Tutto ciò spesso a prezzo di umile e silenzioso eroismo. Lì il giudizio di Dio è già scritto: “Venite benedetti”.
Padre Ermes invita tutti noi credenti a riscoprire “la Chiesa presso la casa”. È necessario non temere la quotidianità perché il Signore Iddio è lì, nel nostro respiro e nei nostri gesti.
Luisa Santoro
Pubblicato nel giornale Parliamone insieme, mensile della comunità di Santa Maria delle Mole(giornale parrocchiale Chiesa Santa Maria delle Mole), n. 15(agosto 2014), p.7.


